In provincia di Forlì-Cesena la cooperazione di ispirazione cristiana esordisce, agli inizi del secolo, soprattutto con le Casse Rurali, che si costituiscono con incredibile rapidità grazie all'instancabile iniziativa di un giovane Avvocato di S. Carlo di Cesena, Eligio Cacciaguerra.
In una terra in cui la grande parte della popolazione è dedita ad una agricoltura povera, organizzata a mezzadria sulla base di patti colonici arcaici, la condizione dei contadini, degli affittuari e dei braccianti, è il problema sociale più grave come dimostrano le lotte per il rinnovo dei contratti agrari nel 1902/3 e nel 1906/7. All'impegno dell'azione sociale popolare per il rispetto degli oppressi danno voce e diventano veicolo delle nuove idee sulla cooperazione due giornali cattolici "Il Savio" a Cesena (fondato nel 1899) ed "Il Momento" a Forlì.
Il 31 Marzo 1901 una corrispondenza da S. Carlo di Cesena sul "Savio" informava che dopo Gatteo è quella di San Carlo di Cesena la prima Cassa Rurale fondata nella Diocesi. Andranno poi a costituirsi fra il 1901 ed il 1906 Casse Rurali a Sala e Pievesestina, a Forlimpopoli, Savignano e Bellaria.
La premiata Cantina Sociale Forlivese
Lo Statuto della Cassa Rurale di S. Carlo la quale ebbe come primo presidente lo stesso Cacciaguerra, così definiva all'art. 2 lo scopo della "Società Cooperativa in nome collettivo": "La Cassa Rurale di prestiti ha per scopo il miglioramento morale ed economico dei suoi soci, mediante atti commerciali, escluso qualunque fine politico".
Il regolamento interno evidenziava il carattere cattolico della Cassa Rurale quando fra le condizioni per essere ammessi a socio elencava: " non avere il vizio del gioco e dell'osteria, avere una condotta morigerata ed onesta, non lavorare né fare lavorare di festa". Fondata la CRA di S. Carlo, Cacciaguerra, e con lui alcuni illuminati sacerdoti si fanno promotori di società di mutuo soccorso, società di assicurazioni, cooperative di consumo. In quegli anni (1906) si costituiva la Federazione delle Casse Rurali ed altre Società Economiche Cattoliche della Provincia di Forlì, in un articolo comparso sul "Savio" che prendeva spunto da tale avvenimento si leggeva che "la cooperazione ha un terreno vastissimo ed un vastissimo avvenire".
Nel 1908 come attesta la vecchia foto rinvenuta nell'archivio storico dell'attuale cooperativa esisteva e funzionava la Premiata Cantina Sociale Forlivese. L'Ufficio Ministeriale del Lavoro alla vigilia della prima guerra mondiale offre per l'Emilia Romagna sulle cooperative censite questi significativi dati: 218 casse rurali con 16.000 soci; 92 cooperative agricole con 70.000 soci; 18 cooperative di consumo con 1.200 soci; 23 cooperative di produzione e lavoro con 1.100 soci.