Non è senza significato che il fondatore dell'Unione Provinciale Cooperative e Mutue di Forlì sia Giuseppe Babbi, che era stato un sindacalista bianco nel primo dopo guerra, vicino alle posizioni di Miglioli e di Achille Grandi come organizzatore delle fratellanze coloniche cattoliche.
Dopo il ritorno della democrazia nel 1948, fu eletto parlamentare e fu quindi durante tale mandato che promosse la fondazione dell'Unione Provinciale. Nella sua persona si collega passato e presente, la continuità di un'idea che in un bellissimo discorso dei suoi ultimi anni (per la precisione nel novembre del 1952, a Trento) De Gasperi, così sintetizza:
"Il nostro Paese mancava di qualsiasi ombra di organizzazione popolare a carattere sociale ed economico.
E da allora i cattolici al lavoro per erigere cooperative di ogni specie, di consumo, di lavoro, le cantine sociali, i forni essiccatoi.
Ecco oggi i cattolici che hanno chiamato il popolo a raccolta attorno alle persone capaci, che lo hanno chiamato a fare da sé, a difendere i propri interessi vitali sul modello di alcuni mirabili esempi del passato...
Che cosa ha voluto dire la costituzione delle cooperative di lavoro per limitare le speculazioni nella ricostruzione?.
Che cosa è tutto questo, se non dare al popolo una base per chiamarlo alla cooperazione, al lavoro concreto nelle organizzazioni popolari?.
Non è forse educarlo al lavoro politico ed amministrativo attraverso la diretta esperienza degli interessi collettivi oltre la cerchia della comunità familiare?.
Questa è democrazia, democrazia che costruisce, che forma le anime, che crea la volontà, cimenta il coraggio del lavoro e della fatica".
Babbi, antico organizzatore di leghe contadine, lavorava in quel periodo nella Coltivatori Diretti.