L'Unione Provinciale Cooperative di Forlì nel 1982 si scinde in due realtà col riconoscimento dell'autonomia dell'Unione Territoriale di Rimini, già organizzata da alcuni anni in Unione Circondariale ed il passaggio ad essa delle cooperative aventi sede in tale territorio.
Il 3° Congresso Provinciale del 9 Aprile 1983 tenutosi a Forlì, sancisce con riferimento ai comprensori di Forlì e Cesena, i limiti territoriali dell'attuale Unione Provinciale.
Le Cooperative si riducono a 160 con 20.000 soci e 3.000 occupati. Significativa è sicuramente la presenza dell'Unione in tutto il comparto avicunicolo che tanta importanza riveste per l'economia della nostra provincia, così come un ruolo importante svolgono i consorzi fra cooperative sia provinciali che regionali: il Conav di recente costituzione, per il settore avicunicolo, il COROVIN per il settore vitivinicolo, il FRUTTADORO per quello ortofrutticolo, il CONCOZORO per le cooperative zootecniche ed il COABIT per l'abitazione.
Nel 1986 scompare improvvisamente l'On. Gino Mattarelli nel corso di un convegno a Firenze sulla cooperazione di solidarietà sociale di cui lui stesso, era già da alcuni anni, riferimento nazionale per la Confcooperative.
Alla Presidenza dell'Unione Provinciale gli succede il Dr. Germano Lucchi che a tale carica viene riconfermato anche al 4° Congresso che si tiene presso la CCIAA di Forlì il 19/20 Febbraio 1988 sul tema: "La cooperazione nella società che cambia". L'Unione Provinciale Cooperative e Mutue assume la denominazione di "Confcooperative Unione Prov.le di Forlì", conta ormai su un consolidato numero di cooperative aderenti, (172) assumendo sempre di più i connotati di un moderno sindacato di impresa.
Pur nel ribadire la centralità dell'uomo nell'impresa cooperativa, l'associazione si pone il problema del confronto con le altre forze e realtà imprenditoriali e sociali che operano nello stesso contesto territoriale. "Sistemi cooperativi integrati nell'Europa delle economie e dei popoli" è il tema su cui ruota agli inizi del 1992 il 5° congresso della Conf-cooperative Provinciale di Forlì, le cooperative aderenti sono 184 suddivise in 10 settori di attività. In tale periodo iniziano i primi accorpamenti: la Cantina Sociale di Forlimpopoli con quella di Forlì, le cooperative di trasporto confluiscono nel Consorzio A.R.E.A.. Il numero dei soci delle cooperative aderenti si avvicina alle 30.000 unità ed il fatturato delle associate ai 900 miliardi, la crescita evidente non è dovuta ai soli incrementi inflattivi, ma ad un vero e proprio processo di sviluppo progressivo che è in grado di occupare presso le associate oltre 5.000 addetti.
La mozione congressule approvata all'unanimità evidenzia come solo "saper contemperare, in un rapporto equilibrato e nel rispetto delle diversità oggettive, le esigenze ed i bisogni della cooperazione più caratterizzata dalle sue finalità mutualistiche ed economiche e la cooperazione più caratterizzata dalle finalità solidaristiche stia la capacità di un sistema di imprese come il nostro nel dare risposta ai vari bisogni della società".
Il Consiglio eletto nel 5° Congresso, nomina alla Presidenza dell'Unione il Dott. Sergio Mazzi a cui subentra dopo un anno Antonio Prati che guida l'organizzazione provinciale fino all'Assemblea Congressuale del 1 e 2 Marzo 1996.
L'assise di Castrocaro prevedeva nella serata una parte pubblica con la lettura della relazione del Presidente alla presenza di Autorità, Organizzazioni Sociali ed Economiche ed esponenti del mondo accademico quali il Prof. Zan ed il Prof. Zamagni dell'Università di Bologna, mentre nella mattinata del 2 Marzo i lavori congressuali erano dedicati al dibattito fra i delegati (215 nominati dalle 160 cooperative aderenti) ed alla elezione degli organi. A tale data il numero dei soci delle cooperative aderenti era di 26.000 e quello degli addetti occupati era di 6.650 unità; il valore della produzione veniva stimato a 1.900 miliardi.
Significativi in quegli anni i processi di concentrazione nel campo ortofrutticolo con il conseguente ruolo di leadership affidato ad Agrifrut - Conerpo ed al Gruppo Fruttadoro attraverso le rispettive associazioni dei produttori.
L'Assemblea Congressuale di Castrocaro procedeva poi alla nomina diretta del Presidente, nella persona del Geom. Amedeo Scozzoli, confermato anche nel congresso del 12 febbraio 2000 tenutosi presso la CCIAA di Forlì.
Germano Lucchi presidente provinciale Confcooperative dal 1986 al 1992
Sergio Mazzi presidente provinciale Confcooperative dal 1992 al 1993
Antonio Prati presidente provinciale Confcooperative dal 1993 al 1996
Amedeo Scozzoli attuale Presidente Provinciale Confcooperative
Il 23 gennaio 2004 l’Assemblea Congressuale Provinciale riconferma, per acclamazione, il Presidente Amedo Scozzoli, al suo terso mandato. Il nuovo mandato si apre con un aumento di cooperative associate a Confcooperative Forlì-Cesena . Sono infatti 212 le cooperative aderenti l movimento, 40 in più rispetto al mandato precedente. E’ la prima volta che, nell’arco di un mandato, si registra un tale aumento e non si era mai verificato che, in quattro anni, circa un terzo della base associativa si rinnovasse e sostituisse la compagine precedente. Aumenta anche il numero dei soci: si passa infatti dai 35.000 del 2000 ai quasi 40.000 alla fine del 2003. Gli addetti aumentano a 12.648 unità e il valore della produzione realizzata dalle cooperative aderenti passa dai 2.400 miliardi delle vecchie Lire a 2.231 milioni di €uro.
In questo nuovo mandato, Confcooperative Forlì-Cesena si propone di elaborare un nuovo modello valoriale, rilanciando il significato sociale della cooperazione. In occasione di quest’ultimo Congresso, infatti, Confcooperative Forlì-Cesena ha recepito alcune modifiche statutarie, in quanto definite ed approvate dalla Conferenza Organizzativa di Palermo (28 febbraio – 1 marzo 2002); tra le modifiche più importanti, l’estensione della rappresentanza alle imprese sociali, costituite anche in forma non cooperativa.