Superare la crisi, il ruolo del credito

Ripartire dopo la crisi dettata da Covid-19, ma come? Il direttore generale del Credito Cooperativo Romagnolo, Giancarlo Petrini, riflette sulle strategie da mettere in atto: superare l'emergenza, attuare la Fase 2, tornare alla normalità.


Quali politiche saranno necessarie?

Sono politiche che vanno programmate e realizzate da operatori diversificati, sovrannazionali, nazionali, locali. Istituzioni pubbliche e private, ognuno nel rispetto del proprio ruolo, ma impegnato in uno sforzo straordinario per dimensione, velocità e coesione. Vanno assicurate la salvaguardia delle attività economiche, dei posti di lavoro, il valore degli immobili e dei beni durevoli, il welfare. Se la collettività riesce in questo e mantiene una buona capacità di acquisto, la ripresa sarà molto veloce e le conseguenze negative di questa emergenza contenute.  

Finita l’emergenza che previsioni si possono fare sul PIL?

Finita l’emergenza mi aspetto che l’offerta trovi immediatamente la domanda. La stessa visione che hanno economisti che prevedono un PIL in calo oltre il 10% nel 2020 per poi riprendere un 8/9 e forse anche l’11% nel 2021. Una ripresa di questa portata non ha precedenti nella storia dell’Italia, e sarebbe in grado di permettere il recupero delle perdite che inevitabilmente si verificheranno. Le perdite dovrebbero essere sostenute dal patrimonio accumulato con la redditività e chi non ne ha è probabilmente condannato o comunque va incontro a maggiori difficoltà. Attendersi in futuro degli utili quando non si è stati in grado di realizzarli in condizioni ottimali come negli ultimi 3 anni è una illusione.

Quali caratteristiche avrà il mercato in futuro?

Abbiamo davanti un mercato futuro che assumerà connotati profondamente cambiati e più complessi,  con maggiori criticità operative che rendono estremamente difficile, a chi è debole, invertire la tendenza. Il compito della banca assume perciò un ruolo centrale nella salvaguardia del tessuto economico, imprenditoriale e privato. Se le perdite vanno sopportate dalle imprese e dai lavoratori, il tempo necessario per recuperarle dovrà essere assistito dal supporto finanziario ottimale per proseguire in sicurezza il percorso verso il futuro.

Il Credito Cooperativo Romagnolo come sta agendo in questo frangente?

La banca ha consapevolezza del ruolo che deve assumere nel contesto locale di riferimento. Sa benissimo che un indebolimento del tessuto economico del comprensorio inevitabilmente porta ad un indebolimento della sua attività. Questa visione spinge la nostra organizzazione dal vertice alla base sociale, verso una totale coesione con la propria comunità dove il presidio delle necessità si ottimizza attraverso l’affiancamento del singolo individuo, impresa, organizzazione. Lo scopo è individuare le reali esigenze e indicare le adeguate soluzioni.

Quali possibilità in più ha la banca con l’adesione al gruppo ICCREA?

L’appartenenza ad un gruppo nazionale come il gruppo ICCREA ci consente di poter contare su una organizzazione con molteplici finalità, tra queste la più importante è la messa in sicurezza dei depositanti, attraverso un meccanismo di garanzie tra tutti i partecipanti al gruppo. Sono oltre 140 banche di credito cooperativo che si garantiscono a vicenda e soprattutto si controllano reciprocamente attraverso meccanismi e procedure consolidate e testate sotto la supervisione della BCE.

In passato il credito deteriorato è stato una grande criticità per il sistema bancario. Il problema si ripresenterà?

Assisteremo sicuramente ad una crescita del credito deteriorato, ma sarà molto inferiore a quella manifestatasi nella crisi post 2010. Anche le perdite, pur in crescita, saranno comunque contenute e sostenibili. Non è a rischio la tenuta del sistema bancario. La nostra banca, nell’azione di affiancamento, cercherà in prima istanza di  individuare la capacità di assicurare una continuità nel tempo delle attività economiche. All’intervento nell’immediato, per superare l’emergenza sanitaria, saranno conseguenti interventi per supportare investimenti.

CCR ha aderito alla moratoria ex lege, che prevede il congelamento dei crediti e dei mutui fino al 30 settembre 2020. Come possono accedervi i soggetti interessati?

È una opportunità ottenibile attraverso la semplice richiesta, che deve essere formulata dal debitore. Dalla Banca Centrale Europea abbiamo la possibilità di ottenere  crediti per una somma superiore a 200 milioni di euro, che saranno destinati a finanziamenti a medio termine, assistiti da garanzia dello Stato in buona percentuale. Durante il periodo di moratoria è consigliato fare una analisi delle proprie esigenze e confrontarsi con la nostra struttura. Sono disponibili finanziamenti a medio e lungo termine a condizioni molto basse. Attivarsi in anticipo rispetto alla scadenza della moratoria eviterà di portare l’attività del periodo post estivo a situazioni di super dimensionamento, con il risultato di allungare i tempi di risposta da parte nostra. In questa visione, la banca interviene come soggetto che fornisce un ponte per superare il 2021 e arrivare al 2023, che si ipotizza essere l‘anno che consente di ritornare in equilibrio economico e sanitario.

Per ripartire, il sistema economico avrà bisogno di liquidità. Quali sono le prospettive?

Non esiste un problema di liquidità che, tra l’altro, è a buon prezzo, ma deve essere distribuita con competenza e prudenza. Non tutto a tutti, ma molto a chi ha le carte in regola senza distinzione di dimensione.

Il settore dei servizi è in grande difficoltà, la banca quali soluzioni sta mettendo in campo?

Le aziende di servizi sono quelle che soffrono maggiormente e che non sono in grado di recuperare il fatturato perso. Sono quei servizi dove l’offerta è simultanea alla domanda come nei ristoranti, bar, alberghi, viaggi, trasporti, barbieri, parrucchieri, estetisti, in genere tutti i servizi alla persona,  odontoiatri, ecc. Abbiamo ipotizzato soluzioni per tutti gli operatori. La nostra area è caratterizzata da una propensione elevata al turismo balneare e termale. Una buona parte della stagione è compromessa e le incognite sull’andamento estivo sono evidenti. Per gli albergatori sono previsti interventi di liquidità rapportati alle dimensioni e categoria; per gli stabilimenti balneari rapportati alla superficie di concessione. Per tutte le altre attività, sarà di riferimento il fatturato dell’anno 2019. Gli interventi prevedono mutui con scadenza a 5 anni e preammortamento di 12 mesi.

E per le imprese?

Per le imprese, il problema è più complesso: alla perdita economica derivante dal rallentamento della produzione e delle vendite si accompagna la necessità di liquidità per sostenere il ritorno di insoluti sui crediti in scadenza. Per esse la moratoria al 30 settembre rappresenta un primo intervento. Il blocco delle attività non consente la generazione di autofinanziamento per sostenere gli investimenti. La moratoria  deve permettere alle singole aziende di individuare le reali esigenze di investimento alle quali non debbono rinunciare. L’analisi se positiva, si trasformerà in una ipotesi di finanziamento garantito in buona parte dallo Stato, da rimborsarsi in 5 anni. Occorre evitare di cadere nell’errore fatto durante la crisi del 2010. Numerose imprese sono convinte che incasseranno i loro crediti derivanti dalle vendite effettuate prima dell’emergenza, ma non sarà così. I loro clienti che già manifestavano criticità non riceveranno credito dalle banche e sarà estremamente pericoloso continuare a fornirli concedendo dilazioni, sostituendosi così alla loro banca. Gli insoluti rientrano nella moratoria prevista dal governo e perciò vengono congelati fino alla scadenza del 30 settembre.

Fatta eccezione per i generi alimentari, il piccolo commercio rappresenta una delle categorie più a rischio. Quali sono le criticità maggiori?

La criticità è rappresentata dal magazzino invenduto causa la chiusura. Resta un magazzino che vale molto meno di quanto deve essere pagato. Va analizzato il magazzino nella sua interezza. Se ce n’è molto,  residuato dagli anni precedenti, sarà difficile riprendersi. Se al contrario il magazzino è in buona parte acquistato di recente e ancora da pagare, sarà più utile chiedere uno sconto sui prezzi di acquisto, a fronte di un pagamento immediato, piuttosto che un allungamento dei pagamenti. Valutare quindi il livello di finanziamento per ricostituire il magazzino con questa visione è fondamentale per limitare le perdite,  poiché questa categoria manifesta una mancanza cronica di capitale.

La banca ha aderito all’accordo per l’anticipo della cassa integrazione. Quanto è importante questo strumento?

Il ricorso alla cassa integrazione consente di ammortizzare il disagio sociale e salvaguardare le nostre imprese. I tempi di erogazione delle strutture preposte sono lunghi e comportano disagio economico per le famiglie. Abbiamo aderito anche noi all’accordo ABI che prevede l’anticipo della cassa integrazione al 100%. I tempi di erogazione saranno così ridotti a pochi giorni.

Con quali tempi si potrà accedere ai finanziamenti?

Tutte le attività di finanziamento necessitano di adempimenti formali alla quale la banca deve rigorosamente attenersi, inutile quindi fare pressione sui tempi o evitare di rispettare le richieste avanzate dai nostri collaboratori. Siamo a disposizione attraverso le nostre filiali distribuite su tutto il comprensorio e operative. L’accesso agli sportelli è contingentato e permesso previo appuntamento. Sono garantiti servizi essenziali e attraverso la tecnologia disponibile possiamo permettere l’erogazione di servizi in attività remota (home banking, internet banking) o con bancomat evoluti, in grado di ricevere versamenti, erogare contante, effettuare disposizioni di pagamento.

I risparmiatori cercano rassicurazioni. Quali suggerimenti si possono dare?

I depositi dei risparmiatori sono al sicuro e non esistono problemi di solvibilità da parte della banche e da parte nostra. Un suggerimento è doveroso nei confronti di chi ha investito in titoli o altre forme di investimento collettivo come fondi comuni e similari. I mercati finanziari hanno subito uno shock senza precedenti, derivante dalle incertezze legate ad un fenomeno imprevedibile e inedito. La reazione ha portato ad una ondata di vendite senza precedenti con perdita di valore. Nelle situazioni di incertezza, gli investitori istituzionali vendono e si mettono, per così dire, alla finestra con il denaro liquido riveniente dalla vendita dei titoli. Quella liquidità disponibile aspetta solo il superamento dell’emergenza per ritornare sugli investimenti comportando un rialzo dei prezzi. Perciò il consiglio è di avere pazienza e aspettare evitando di vendere monetizzando perdite irreversibili.

Su cosa potrà puntare il nostro territorio e l’Italia per ripartire?

Assisto a numerose manifestazioni di solidarietà e di sostegno del mondo imprenditoriale che fa onore ai nostri imprenditori, segno di una sensibilità che solo il popolo italiano possiede. Abbiamo la creatività  di cui altri popoli non dispongono e che ci permetterà di reagire con maggiore velocità per uscire da questo tunnel. Noi del Credito Cooperativo Romagnolo, siamo qui a soffrire insieme alla nostra comunità, ma impegnati a costruire la base per ripartire con i nostri alberghi, stabilimenti balneari, ristoranti, con le nostre colture in campagna, con i nostri talenti nella meccanica, nella manifattura, con i nostri prodotti di alta moda, l’industria agroalimentare, e tante altre attività, piccole o grandi, indistintamente. Un mondo economico diversificato, che reagisce con prontezza alla crisi e che anche questa volta non si farà soffocare.

Per concludere, qual è il messaggio che CCR manda a clienti e soci?

A tutti diciamo: chiamateci e chiedete, nel limite del possibile vi sarà dato.